Laterizi termoisolanti e muratura monostrato: cosa sapere

I laterizi termoisolanti sono blocchi in cotto alleggeriti in pasta, cioè impastati con additivi che bruciano in cottura lasciando micropori, e disegnati con una geometria di fori che allunga il percorso del calore. In questa guida vediamo i valori di conducibilità realmente disponibili sul mercato, quando la muratura monostrato ha senso e quando conviene invece un sistema a cappotto.

Blocco in laterizio porizzato con la geometria dei fori a vista

Come si ottiene un laterizio isolante

Tre leve tecnologiche agiscono insieme:

  • Porizzazione della pasta. All’argilla si aggiungono materiali combustibili (segatura, farine fossili, sfere di polistirene) che in cottura si volatilizzano lasciando pori chiusi. La densità scende da circa 1800 kg/m³ del laterizio pieno a 600-800 kg/m³.
  • Geometria dei fori. Setti sottili e file di fori sfalsate costringono il flusso termico a un percorso più lungo e tortuoso. La percentuale di foratura arriva al 45-55%.
  • Rettifica. Le facce di appoggio vengono levigate con tolleranze inferiori al millimetro: si posano con giunto sottile di 1-3 mm in colla, eliminando il ponte termico del giunto di malta tradizionale da 10-12 mm.

Alcuni blocchi integrano nei fori un riempimento in lana di roccia, perlite o fibre naturali, con valori di conducibilità equivalente ancora più bassi a parità di spessore.

Valori di riferimento

Tipologia di bloccoλ equivalente (W/mK)Densità (kg/m³)Spessore tipicoU indicativa della parete finita
Laterizio forato tradizionale0,25 – 0,40800 – 10008 – 25 cmoltre 1,0 W/m²K
Blocco porizzato standard0,15 – 0,20750 – 90025 – 35 cm0,45 – 0,60 W/m²K
Blocco porizzato rettificato0,10 – 0,14650 – 80030 – 45 cm0,25 – 0,35 W/m²K
Blocco porizzato con riempimento isolante0,065 – 0,090550 – 70038 – 50 cm0,15 – 0,22 W/m²K
Valori indicativi di mercato. La trasmittanza reale dipende da intonaci, giunti e ponti termici e va calcolata sul progetto.

Il confronto utile è con i requisiti minimi: nelle zone climatiche più fredde il valore limite di trasmittanza per le pareti opache verticali si colloca indicativamente attorno a 0,26 W/m²K. Solo i blocchi di ultima generazione, con spessori importanti, ci arrivano da soli.

Muratura monostrato: quando ha senso

La parete monostrato usa un unico blocco che assolve contemporaneamente funzione portante, isolante e di tenuta. I vantaggi sono reali:

  • Un solo materiale, una sola posa. Meno lavorazioni, meno interfacce, meno errori di cantiere.
  • Nessun sistema a cappotto da manutenere: niente collanti, tasselli, rete, rischio di distacco o di grandine.
  • Durabilità del cotto, materiale con vita utile misurata in secoli e resistente agli urti.
  • Traspirabilità del pacchetto, che si sposa naturalmente con intonaci in calce naturale su entrambe le facce.
  • Buona inerzia termica e sfasamento accettabile grazie alla massa, spesso tra 10 e 14 ore su spessori generosi.
  • Fine vita semplice: il laterizio si tritura e si recupera come inerte, senza separazione di strati eterogenei.

Ha senso soprattutto nel nuovo, dove si può permettere lo spessore. In ristrutturazione, dove la muratura esiste già, la scelta si sposta quasi sempre su un cappotto realizzato con isolanti naturali oppure su una controparete interna.

Posa di blocchi rettificati con giunto sottile e colla a carrello

Monostrato o cappotto: il confronto

CriterioMuratura monostratoMuratura + cappotto
Spessore per U circa 0,2045-50 cm complessivi30-35 cm complessivi
Ponti termiciDa risolvere con pezzi specialiRisolti con continuità dell’isolante
Fasi di cantiereUnaDue o più
Manutenzione a lungo termineMinimaRifacimento periodico della finitura
Costo indicativo del pacchettoPiù alto sul materialePiù alto sulla posa
Idoneità alla ristrutturazioneBassaAlta
Riciclabilità a fine vitaAltaMedia, dipende dall’isolante

Limiti e criticità

  • Ponti termici puntuali e lineari. Sono il tallone d’Achille del monostrato: architravi, cordoli, spalle di finestre e pilastri vanno risolti con pezzi speciali e tagli termici, altrimenti la prestazione reale si allontana molto da quella dichiarata sul blocco.
  • Spessori consistenti. Per arrivare a valori competitivi servono 40-45 cm, che si mangiano superficie utile e vanno verificati rispetto alle distanze e alle volumetrie ammesse.
  • Posa esigente. Il giunto sottile perdona poco: primo corso perfettamente in piano, taglio dei blocchi con sega dedicata, colla stesa su tutta la superficie. Una posa approssimativa vanifica la rettifica.
  • Fragilità in fase di cantiere. I blocchi molto alleggeriti sono più delicati al trasporto e alla movimentazione; le percentuali di rottura non sono trascurabili.
  • Tracce impiantistiche. Scavare canali profondi in un blocco alleggerito indebolisce la sezione e crea ponti termici: gli impianti vanno previsti in progetto, non improvvisati.
  • Zona sismica. Con murature portanti in laterizio i vincoli su altezze, aperture e regolarità sono stringenti; nel nuovo si sceglie spesso il telaio con tamponamento.

Domande frequenti

Il blocco porizzato regge come muratura portante?

Sì, nelle versioni dichiarate portanti, con resistenze a compressione tipicamente comprese tra 5 e 15 N/mm². Vanno però rispettati i limiti delle NTC per la muratura ordinaria o armata, che in zona sismica riguardano numero di piani, spessori minimi e disposizione delle aperture.

Il laterizio porizzato assorbe umidità?

Il cotto ha un assorbimento d’acqua per capillarità non trascurabile, ma il pacchetto funziona perché resta permeabile al vapore e asciuga. La condizione è che l’intonaco esterno sia coerente: una finitura impermeabile intrappola l’umidità nel blocco e ne peggiora la prestazione termica, dato che l’acqua conduce calore molto meglio dell’aria.

Quanto pesa in termini di comfort estivo?

Bene, ed è uno dei suoi punti forti rispetto alle strutture leggere: la massa dà sfasamento e attenuazione. Il risultato resta comunque subordinato a schermature solari efficaci e a una copertura ben progettata, per esempio con tetto ventilato, perché d’estate il carico maggiore arriva dall’alto.

Si può abbinare a pacchetti a secco all’interno?

Sì, ed è una combinazione comune: muratura in laterizio per l’involucro, sottofondi a secco e contropareti a secco per gli interni, mantenendo la coerenza di traspirabilità descritta nella guida generale al costruire green.